7 May 2017

Closed!


Hi everyone, 
This blog is now closed!

I had decided to open a blog to talk about those empty spaces I travel and work in, to tell some of those stories you cannot read in the news - as you need to spend more time than a journalist can in some areas to get in touch with those realities. 

I have really enjoyed to share with you some of those notes I write down while in the field, but being an humanitarian worker I need to be careful not to disclose information I have acquired on mission. It means I cannot be completely free in what I write and share, that's part of my job. 

As an Italian poet would write appendo le mie cetre alle fronde dei salici!

All the best,
Francesca



14 February 2016

Reculé: au cœur de la foret du Maniema.

Reculé la adj CdM a dit lorsque, pendant le briefing à Kinshasa, me parlait de ce projet: 5 heures de vol, une nuit à Kindu, la traversée du fleuve Congo et seulement un autre jour de route, pendant la saison sèche. Le continent congolais par avion, 4x4 et pirogue. Forêt, vert, bleu ciel, eau, brouillard, papillons, ponts, boue. Attendre sur un véhicule qui bouge, voir les heures s'allonger comme des semaines. Changer chauffeur, saluer les enfants nus pieds dans l'eau sous la pluie, des petits mots avec un fournisseur de bois scié, boule et feuilles, poisson fumé. N'entendre que le bruit du silence de cet immense tapis vert, battu par le vent et la pluie. 
Meme pas la prose de David Van Reybrouck ne peut rendre le Spleen et Ideal de cette réalité. Tellement sublime que chaque fin journée je ne savais plus si c'avait été un jour ou une semaine de route. 

Des antennes Airtel, Vodacom et Orange à défigurer le paysage, un marché caché - viande le matin et poisson l’après-midi, les bureaux de DGM, DGRAD et chef d'encadrement. Une cloture en bamboo, un portail en tole et un drapeau blanc et rouge à flotter sous ce ciel de minières. Des nouveaux besoins, une reduction brutale de la mortalité, des jeunes médecins à croire que c'est du miracle. Le vieu pont belge, les initiés de Kibilikiti, esprit de la foret, la musique nigérienne, les croyances d’églises "viens voir" et les cris du muezzin. Le corps de morts transportés assis sur les motos, les autorités coutumières et leurs colliers colorés. La bière Primus, les ananas et les nuits de Papa Cheri, les maisons de tolerance, palu et pagnes partout. Tout ensemble, parfaitement sans stratégie. 


Le voitures qui quittent à 6h, les mamans en retard, la douche froide, le thermos super chauds, son sourire du matin, les batteries vides des deux maisons, l'inverter des panneaux solaires, le bruit du générateur, réunions matinales, les remplacements du staff absent, les resistances du réseau, le coffre et les fantasies les plus bizarres, l'huile de palme, les imprévus prévisibles, les references, des démissions, les cartons de recrutement, lettres de motivations, des tests palu sans pipettes, les frigos de vaccins et banc de sang ouverts, des nouvelles latrines et une plus grande buanderie. Fil à ombre, bois et comptabilité. Cash request, budget follow-up, control interne, une nouvelle stratégie et des visites communautaires. Journaliers, sanctions, motos et règlements intérieurs. Master plan, planification de carrière, virements interns, bouffe. Néonatologie dans le couloir en gravier et sable, méthode mere Kangourou, mamans Mazembe, contrats de prestation, Sitrep. Fleurs et abris sous la moustiquaire, chaque soir. Et surtout trop de nonsense pour l'expliquer aux donateurs. L'urgence dans un projet par choix. 

Reculé.

1 June 2015

Echi afoni dal Sudan

A., 14 anni, un corpo inerme, polsi e caviglie legati a catene arrugginite, sorriso brillante, occhi spenti, autistico. B., 5 anni, non corre, non sorride, non ha nome, sporca di terra e piena di insetti, affetta da sindrome di Down. C., 21 anni, gli occhi di pietra, una grave infezione urinaria, sistema immunitario in deficit e un ritardo mentale, responsabile della dolce curva che incombe sul suo ventre.

Li riconosci anche tra la nebbia che rende cupo questo immenso deserto: decine di occhi soggetti colpevoli. Non puoi che guardarli e invece vorresti gridarne, ogni giorno, strappare le cetre incatenate alle fronde di quei salici, fracassarne le corde. Le mani ti tremano, le parole si mozzano in gola, soffocate in gemiti e sguardi assenti. La testa bassa, come il nostro profilo. L'inchiostro finisce, sconfortato  anch'esso dall'autocensura.

Ti abbandoni agli incensi, al sapore delizioso del caffè etiope, alla soffice ndjera. Non appartieni più a nessuna cultura e identità. Sei a volte il meglio e il peggio di tutto.

Restano piccoli giochi da fare sulle dita, tra le dita. Cabrel, costante compagno dei lunghi viaggi, delle notti passate a guardare fuori, dietro il groviglio della nebbia, le stelle. Prima, ancora e sempre. Anche lui canta del tuo inverno e dell'inchiostro dei tuoi occhi.

Di tutto quello che deve implodere, che voce e nome non può avere. 

8 January 2015

Scontri

Al rumore di uno sparo vicino, sollevo lo sguardo e sussurro feux d'artifice, a te che quando i bombardamenti distruggevano A. lavoravi per curarne le ferite. Reminder e le bandierine rosse di Outlook suggeriscono con un sorriso beffardo che il generatore si fermerà soltanto alle 12h00, Cinderella. C'è tempo, ancora, per l'ultima mail.
Ci guardiamo tutti negli occhi, con l'alienazione di chi vive più vite parallele, ciascuna con un centro, avrebbe cantato il Maestro. Non possiamo dirci tanto: la tecnica e gli standards iperuranici dei nostri indicatori si scontrano anche stasera con un mondo reale in cui puoi considerare l'ombra di un albero come un elemento architettonico di un centro di salute. Borbottiamo le solite parole confuse, per poi abbandonarci alle mie teorie sul bisogno di fluttuare verso il sogno tutte le volte che le emozioni diventando scomode, ti mettono mal à l'aise, come dici tu.
Oltre la zanzariera, una linea nera ricoperta di polvere: the dream threshold, la chiamo, quella che in un ospedale psichiatrico permetterebbe di distinguere un malato da un sano. Che parte di Boko Haram impara a conoscere senza averne contezza, mentre compie massacri a relativamente pochi km da qui.
Teorie su dinamiche geopolitiche e identità religiose si sgretolano come muri di creta secca, violentati dal sole infuocato dei pomeriggi tchadiani. Solo gente, fughe e paure. Cibo e medicine che non bastano. Mails, testimoni, valutazioni sulla violenza, RCS. Il bambino che trema la prima volta che spara, racconti in una lingua che non capisco, mimica e occhi che gridano, come nei migliori film muti di Charlie Chaplin. Mangiare la pseudo-pizza fredda che abbiamo lasciato sul comodino ieri, mentre qualcuno alla radio parla di nuove ferite. EWARS, mailing list, conferme. I colori variopinti dei canga, i cuccioli senza nome, le tende bianche, i vaccini e la catena del freddo senza termometri. Fotogrammi che si ripetono ininterrottamente nella mia mente. E ancora, gente che chiede informazioni sulla prevalenza della MAG, senza rendersi conto che non si può neanche stabilire un sample. Scontri a pochi e a troppi km da qui.

27 December 2014

Gender Equality and Affectation

Spesso le donne mi danno della maschilista. Quando parliamo di gender equality e rispondiamo si a tutte le domandine di ECHO per aver 2 punti, ci scordiamo che in certe culture, i retaggi occidentali di femminismo, maschilismo, rispetto dell'individuo, valgono più o meno zero. E se non posso avere l'autorità' di giudicare norme e costumi che conosco da un paio di mesi, mi prendo quella di alzarmi dai tavoli, rompendo i bicchieri, ogni volta che riduciamo i nostri discorsi su gender al bisogno di essere monogami. Monogamia, caposaldo di religioni che hanno portato ordine e ricchezza, forse. Khalas. Innaturale più' o meno quanto lo e' mangiare l'ugali, quando mi porti amuse-bouches e un bicchiere di Chateau Latour, che hai preso, prima di partire, dalla cantina di casa. Non che io ne capisca di vini, ma so che mi aiutano a dire le cose che vedo esattamente come le vedo. A ridurre schiavitù, sottomissione, individualità, libertà, solo a stati della mente. E se parlo attraverso un velo, persino a elaborare una filosofia sulla disintegrazione culturale dei niqāb, la quale non può che attingere a piene mani dalla mia paura di fare la stessa fine di Isadora Duncan. 

Affectation can be dangerous, hun. 

7 December 2014

Visite ai dispensari

Vivo a una latitudine in cui anche i dolori più' devastanti sono destinati ad implodere. Scivolano dentro e silenziosi come piccole mine accese in una scatola di ferro, scuotono, ustionano, cedono posto a una ruggine densa. Pronta a divorarti come le termiti sui tetti dei dispensari di Ouaddai. Lentamente, mentre tu sei impegnato a ingoiare sabbia, a ricambiare sorrisi, a finalizzare reports. A non pensarci. Ti guardi riflesso in uno specchio d'acqua, guardi i bambini e gli animali bere insieme. Dalle casse della tua 4x4, canzoni d'amore e misantropia. Le stesse che incidi coi polpastrelli, sulla tua pelle, la notte, sovrapponendo i lembi di una ferita con quelli di uno dei tanti corpi sfigurati con cui passi le giornate. Cicatrici e storie di poligamia, sottomissione, umiliazioni, lacrime.

La forza con cui sorridete e' inumana, materna, animale. Mentre vi visitiamo, stringo al petto le vostre piccole creature impaurite, il calore del corpo non ha colore, non ha razza. Non mi siedo piu' con gli uomini da quando me l'avete chiesto, mangio con voi quello che resta, vi parlo dei figli che non ho, del dolore del parto che non ho mai provato, e so che non potete capirmi. Mi siedo giu' per raccogliere i dati, con tutti i registri aperti, vi lascio intrecciarmi i capelli, disegnare sui fogli, prendere tutte le penne e i fermagli. Vorrei che pensasse che sono esattamente come voi; che sento lo stesso dolore quando il mio compagno "acquista" una nuova moglie; che non siete macchine destinate a sfornare bambini e autodistruggervi. Che non avete nessuna colpa per essere madri di una femmina, per avere un figlio sieropositivo. Vorrei non andasse a lavorare al campo al nono mese di gravidanza, che non mi dicesse in confidenza, sguardo basso come se fosse il piu' arcano segreto, che vostro marito vi violenta ogni notte. Che pretende che voi siate asciutte, sabbia, erba, stoffa. Che dopo il decimo figlio non acconsente a seguire un planning familial.
Sento di gridare nell'Ennedi, certi giorni, ma so che da queste prigioni potete ancora uscire salve, senza morire. 

26 October 2014

Salamat: Carestie.

Bambini pastori, fanciulle avvolte in veli variopinti. Riempiono i catini in piccoli specchi d'acqua e corrono via nonostante i 40C di questa parte di Sahel. Incuranti, tra vacche scarnite, dromedari, muli affannati e capre che si avvicinano le une alle altre per farsi ombra. MUAC, SAM, MAM, OTP, CS, CNT, PMT, ECHO, double cabin hilux , arabo, drapeaux du MPS, Tigo, Airtel, Thuraya, boule (un tipo di porridge), zébu, merisa (birra), pénurie de carburant, palme, alberi di acacia, specchi d'acqua stagnante, zanzare, ager (montagna) le cui cime verdeggianti compongono un sinuoso corpo femminile, fertile Reissa. 
La sabbia avanza inesorabile, partout, si insinua tra le stoffe, confonde gli sguardi fieri, nascosti dai chèche. A scuola, la chiamavano desertificazione. Qui, solo sabbia. La piu' vicina école primaire, il primo centro di salute sembrano essere situati in un'era futura. Te ne rendi conto quando vedi il sangue di un bambino scorrere giu', TBI, e non vuoi accettare che non c'e' nulla da fare, se non confortare le sue quattro ossa col calore di un corpo umano. All'ombra di un cespuglio, coperto di panni. Khalas
Grilli, generatore. Poi, l'immane silenzio, quello che si burla di tutte le insicurezze e l'horror vacui dei figli dell'Occidente. Qui, dove tutto e' vero e potente. Dove un corpo di donna non "scarificato" e' come un legno secco, che non brucia e non riscalda. La délivrance seule, le iniziazioni, le pozioni magiche, gli amuleti. Labbra inferiori tatuate. L'odore del sangue: joie pudique et peine silencieuse. 
Lezioni a quelle terre opulente, ad altre latitudini, terribilmente afflitte da carestie di dolore